Paola

Ieri sera c'era lo spettacolo di Zeus!: c'era un signore giovane che leggeva Zeus! e vicino c'era Riccardo e un'altra francese che suonavano. Poi si mangiava il cous-cous, che era buonissimo e l'hanno fatto quelli dell'Africa e poi mi ricordo che ho bevuto anche il chinotto e poi c'era la frittata, la torta, il riso. La serata è andata bene, è stato bello, sono stata lì un po' a girare e chiacchierare col carrellino e dopo sono tornata al Cardo con la Sonia. Mi è piaciuto un po' tutto, mi sono divertita e così, però la cosa che mi è piaciuta di più è il cibo, tutto buono.

Sotto le feste di Natale c'era un tunisino che abitava in piazza a Edolo, un tunisino grosso che per sbaglio o per nostalgia si è fatto passare per uno dell'ISIS. Scriveva su internet parole che inneggiavano al terrorismo, era un po matto. Se uno scrive di terrorismo è un po' matto da legare, è meglio scrivere del lago d'Iseo o scrivere che appena ci si alza si mangia la colazione, che poi se non si mangia viene il capogiro.

I miserabili sono quelli poveri che non hanno niente e sono quelli dell'arcobaleno azzurro. Sono poveri e anche miserabili, perchè non hanno soldi e non hanno vestiti. Girano nudi con i calzoncini corti. I miserabili della squadra azzurra hanno finito di vivere, perché non hanno più soldi per comprare i vestiti. Mangiano le pappe molli tipo quelle che mangia l'Amerino, mangiano pane secco preso da un cestino. Fanno i costumi di tela con le stoffe, si lavano nel lavandino del bagno della cascina. Qui a Edolo c'è il bagno.

Mercoledì o così sono andata in gita a trovare il Nicola Pedrazzi a Tirano. L'ho trovato bene, un po' magro. Mangia ma è magro. Non grida, è lì seduto, ha i suoi amici. Li abbiamo anche conosciuti: sono dei ragazzi e delle ragazze giovani, delle educatrici che stanno lì con lui. Ci ha ospitato nella sua sala da pranzo a mangiare. Non mi ricordo più quello che ho mangiato, mi ricordo solo e mi ricorderò sempre che abbiamo mangiato il budino. Qualche volta non mi ricordo quello che ho mangiato, non viene in mente: ho problemi di memoria, non posso ricordare tutto.

100 rimbambite
Son matte le rimbambite
cosa fan le rimbambite?
Fanno l'orto, seminano l'insalata e le patate.
E sono delle vecchie rimbambite
sono tante e fumano i toscani di un metro
Guidano la Panda
vecchie rimbambite
memoria corta e sono svampite
le vedi in giro con tanti vestiti diversi
Vecchie stracce e sporche
Che non si lavano
E sono 100 rimbambite.

11 Lug 2016

LA MIA AMICA MICHELA

A me piace stare in camera con la Michela perché ci raccontiamo le nostre cose e ridiamo anche, ci facciamo dei discorsi, ci raccontiamo quello che facciamo noi due e abbiamo tante belle cose, la nostra camera è piena di souvenir dei miei, ci sono dei letti, un tavolino, le sedie, 2 o 3 armadi, poi ci sono dei "bambolini" sul mio letto, due comodini e poi cosa c'è? La tenda e la finestra. Quando parliamo, per esempio lei mi racconta che è stata in piscina e io le racconto che faccio le passeggiate con il CDD.

“In cenere e in polvere diventerai”, perché quando si è sotto si diventa tutti polvere e cenere. Come il caffè: si prende il barattolo del caffè per mettere i morti, poi il barattolo va da solo su in cielo. Tutto diventa cenere, prima o poi sei morto e vai dritto in cielo. Io vorrei essere cremata e messa nel barattolo del caffè d'orzo, senza latte, con la scritta “Paola” e dei fiori, e anche un disegno metterei. E' meglio essere cremati, è più comodo da trasportare e poi ci metti anche su la fotografia a colori e i fiori.

26 Giu 2016

LA NULLA E IL NIENTE

Nulla è una ragazza che va a passeggio nel bosco di pini, è impazzita: le piacerebbe raccogliere gli alberi, portarsi un mazzo di alberi a casa come fa la gente coi fiori. E' una donna forte, del segno della bilancia e il suo oroscopo aveva già predetto che questa donna si sentiva in corpo questa cosa. Li mette nei vasi, li bagna e li tiene per bellezza. Al posto dei pini adesso non c'è più niente, il bosco è vuoto, desolato, si è trasformato in nulla. Nulla ha distrutto tutto il bosco.

Tanti auguri e buon compleanno, Dario, per questi giorni. Continua così andando avanti e migliorare che sei ancora in gamba. Sei vecchio, ne hai quaranta, mi dispiace, ma va bene lo stesso. La tua famiglia è contenta di andare avanti e speriamo che stiano sempre in gamba. Festeggia bene con trentasei candeline con la torta e i pasticcini, Coca-Cola, aranciate e chinotto. Basta andare a comprarli e i pasticcini ci sono.
(Danilo)

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