15 Lug 2016

GRANELLINI - Editoriale Zeus! n° 64

Esistono parole che significano il contrario di quello che dovrebbero significare. La parola "Perfezione" è una di queste. La perfezione non esiste, è pura astrazione, in natura è l'imperfezione la vera perfezione. Grazie all'imperfezione, granellino che inceppa i meccanismi e li costringe a funzionare in modo diverso, esiste l'evoluzione, esiste tutto. I significati di queste due parole andrebbero pertanto scambiati. Quando si cerca di realizzare la perfezione, accadono disastri, dalle piccole miserie, ai deliri su grande scala, nazismo, comunismo, e così via. La ricerca della perfezione, in fondo, è la risposta sbagliata alla paura, che, anziché cercare di adattare i meccanismi ai granellini, cerca di eliminare i granellini, il che significa eliminare l'evoluzione, eliminare tutto ciò che siamo e che è.

AVVISO
Segue lo "spiegone" della copertina. Se vuoi divertirti e pensarci su un po', fallo prima di leggere il seguito. La copertina rappresenta la presunzione della perfezione, un meccanismo, un ordine, nel quale, per quanto blindato, s'insinua volenti o nolenti, un'imperfezione, un granellino, a volte evidente, a volte, come in questo caso, occultato chissà dove, pronto a svolgere la sua azione di sano e costruttivo sabotaggio.
Se ti va, cerca il granellino.

Lo schema presenta nella prima riga in alto (guardando la copertina aperta e mantenendo la scritta Zeus! in alto a sinistra), una sequenza madre. Nelle righe seguenti i colori che la formano, scambiandosi di posto secondo un ordine logico, generano tutte le altre combinazioni possibili. La scelta di utilizzare quattro colori è puramente estetica, cioè, tre colori generano sei combinazioni, pochine, mentre cinque ne generano centoventi, una gran menata. La scelta dei colori è invece il risultato della suddivisione dello spettro dei colori visibili dall'occhio umano (lunghezza d'onda 380-750 nm), in tre parti, corrispondenti per arrotondamento a 400, 500, 600 e 700 nanometri, convertito e riprodotto poi secondo il modello di colore CMYK, detto anche quadricromia.

Ne è risultata una composizione estiva, di gusto anni 60/70, che, nel mio caso, rimanda a memorie di bambino, alla percezione che si ha a quell'età, in cui si è per forza granellini, del mondo, e in particolare di quello degli adulti, che tanto si sforzano di educare alla perfezione. Alle elementari avevo una maestra che picchiava chiunque non facesse il proprio dovere o anche semplicemente non capisse qualcosa; a me capitava spesso. La società si comporta non di rado allo stesso modo. In entrambi i casi si tratta di paura. Meno male che poi arrivava l'estate e si andava al mare, e si sa, il mare guarisce tutto... Forse perché è pieno di granellini.
Stefano Berardi
(Mi occupo male, di tutto. Ho preso la strada di Gianni, sotto una luna color Bruno, ari ari ari ooooooo)

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