6 Feb 2016

GEMMY ISAIA

C'era una volta un profeta, un'eremita un po' strano, uno che faceva i cazzi suoi ma, per profetizzare e comunicare la bontà tra i popoli, andava per il mondo a predicare. Si chiamava Gemmy Isaia, era un profeta del protestantesimo italiano, che qualche volta è anche francese. Un bel giorno, un prete e un monaco buddhista decisero di mettersi insieme e predicare la loro fede e, siccome sono nemici di quell'altro, il profeta Gemmy Isaia, si misero a fare la rissa tirandosi per i capelli, calci, pugni, pedate. "Ti faccio vedere io, brutto sgorbio!" - dice uno - "Che male! Matto! Te se mat! Te se cioc andat!" risponde l'altro. Il più forte dovrebbe prevalere e vincere la battaglia, infatti vince il prete che è il più forte e trafigge il profeta e lo uccide. Dispiace un po' la morte del profeta, era andato in giro per cose pacifiche, in fondo in fondo non è mai stato una persona cattiva, anzi era fin troppo buono e come carattere era felice. I vincitori fanno festa e vanno a casa del prete e mangiano le frittelle, ballando musica, liscio. Anche il monaco balla il liscio, non è così "indietro". Con una bacchetta magica si materializza la Principessa Turchina, in corpo e anima tutto insieme e vorrebbe sposare o l'uno o l'altro, lei è disponibile per tutti e due. Si sposa alla fine col monaco buddhista, con un incantesimo fa scendere mille stelle dal cielo e tutti cantano: "Viva gli sposi! Trallallero-trallallà!" e gli buttano i confetti con entusiasmo, non è che lo fanno col mal di pancia, eh sì.

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