8 Mar 2015

Zeus!, UNA RIVISTA CHE FA RESPIRARE MEGLIO - Editoriale Zeus! n° 56

(cit. Carlo Dal Lago)

Michela Ivanov nell’editoriale precedente ha scritto che prima o poi Zeus! finirà, “è un giornale che non sempre può piacere a tutti, può piacere, ma non è detto che per forza sia un giornale da leggere”. Michela cura da molti anni la rubrica dell’oroscopo e quindi qualcosa ne saprà.

Ma, anche se fosse vera la premonizione di Michela, devo constatare che la Rivista ha un pubblico che, negli ultimi dieci anni, è costantemente cresciuto, soprattutto lontano da Edolo.

Una crescita alla quale abbiamo fortemente lavorato cercando di portare le parole di Zeus! in posti altri dai nostri servizi, dalla nostra comunità, da chi conosce i nostri nomi e le nostre facce, calcando così i palchi di molti teatri, invadendo le frequenze radio, occupando i social media e spiegando nelle aule dell’Università Bicocca di Milano il dispositivo pedagogico Zeus!.

Credo che solo dai feedback del lettore tipo di Zeus! possiamo capire il senso di continuare invece a pubblicare la rivista. Il nostro lettore sembra essere un piccolo indiano della riserva, “una riserva in cui trovare tutte le volte un altro pezzo di mondo che ancora non avevo saputo immaginare e che mi appare all'improvviso (cit. Elena Turetti)”, che raccoglie la nostra sfida intellettuale di credere che le parole stimolino pensiero in chi le legge.

E Zeus! stimola pensiero e fa cultura.

“C'è più cultura nell'oroscopo di Zeus! che in tante riviste impegnate” diceva Giacomino Ricci, “perché la cultura è espressione dell'essere, del pensare e del sentire dell'uomo, non un sistema per battere cassa...”.

È una “finestra dal mondo, un momento di intrattenimento che può anche arrivare ad avere del filosofico; un occhio mutante sui tempi odierni, un tesoro di diversità” ci sottolineava Bruno Federico, altro nostro lettore.

D’altronde è evidente che questa rivista ha talmente carattere che pure quando può sembrare uguale a se stessa fa stupire i suoi lettori che sorridono per la capriola che anche stavolta gli è toccato fare.

Per me Zeus! è condivisione, ponte verso gli altri; è la soddisfazione impagabile di ricevere complimenti e commenti da lontano, da chi non si conosce; è creatività; è un lavoro di cui vado fiero e che mi sembra dia un valore al nostro tempo oltre ad essere un’opportunità per chi lo fa.

Zeus! quindi non chiuderà perché ha la fortuna di avere degli autori che riflettono sul mondo e le loro parole o i segni grafici dei loro pennarelli hanno una potenza intrinseca distruttiva di ogni criterio ordinario, normalizzante, costituito.

È un materiale prezioso e il nostro compito, da editori, è rendere quei contenuti accessibili ai più, perché Zeus! è soprattutto per gli altri umani.

poi, in ultimo, col cavolo Michela che tornerai a fare la “solita vita”, rassegnati.

 (Marco Milzani - direttore della Cooperativa Il Cardo)

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