17 Dic 2012

PRINCIPE AZZURRO

Il principe azzurro ha conosciuto Maria tanto tempo fa, per città. Città? Quale città? Non lo so… Il principe stava a casa sua a fare il vigile della sua casa. Maria era brava e imparava a stirare, imparava a cucire, imparava a lavare i panni. Di giorno giocava a carte (briscola) e usciva in giardino. Di notte dormiva, si svegliava e prendeva un po’ di aria alle gambe. Avevano pensieri, pensieri che si baciavano. Si baciavano anche loro: si davano baci sulla faccia, sulle guance, si accarezzavano i capelli. E’ successo che andavano a fare la spesa e compravano il pane caldo e lo mettevano nel forno. C’era un incendio fuori: è successo che si amavano e il principe azzurro l’ha spento. Era un po’ pieno di tosse e di raffreddore. Poi è guarito e adesso fa vita spericolata. La vita spericolata è quella che cantava Vasco Rossi. Fare una vita spericolata vuol dire prendersi, saltare con la corda e correre. Il giovedì giocavano a Memory, il più bravo era il principe azzurro. Alla fine correvano nei prati, perché volevano saltare. La storia finisce che loro si abbracciavano e si dicevano: “buongiorno!”

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