blog di zeus

I miserabili sono quelli poveri che non hanno niente e sono quelli dell'arcobaleno azzurro. Sono poveri e anche miserabili, perchè non hanno soldi e non hanno vestiti. Girano nudi con i calzoncini corti. I miserabili della squadra azzurra hanno finito di vivere, perché non hanno più soldi per comprare i vestiti. Mangiano le pappe molli tipo quelle che mangia l'Amerino, mangiano pane secco preso da un cestino. Fanno i costumi di tela con le stoffe, si lavano nel lavandino del bagno della cascina. Qui a Edolo c'è il bagno.

San Faustino è di Malonno e protettore di Brescia. Protegge Brescia dal cielo e dal paradiso: andando a Brescia c'è il pericolo che saltino fuori disastri e bombe atomiche, cannoni e bisogna fare attenzione ai carri armati: le guerre sono pericolose. San Faustino stava a Brescia centinaia e centinaia e migliaia di anni avanti Cristo dove c'è la cattedrale, c'era un periodo che comandava tutto lui, comandava le sue donne e i suoi uomini. Comandava lui come sant'Antonio d'Abate e le donne erano mezze matte e fuori di cervello e fuori di testa.

ARIETE: è un po' lazzarone, non ha tanta voglia di lavorare. Lo obbligano ma lui vorrebbe solo spassarsela, cambiare posto, cambiare zona. Sarà contento della sua vita ma non conoscerà persone importanti, vorrebbe che uscisse un po' caldo, un po' di sole, e fare qualche passeggiata lungo il fiume.
TORO: sarà un po' imbroglione e imbronciato. Vuol sempre prevalere e prevaricare, essere il primo su tutto, il “number one”, e per questo, essendo così cocciuto sarà un po' triste perché gli altri glielo impediranno.

Ci sono vari tipi di morte, magari una persona malata muore. Muore per malattia, muore per vecchiaia, muore perché ha fatto un incidente. Vuol dire così. Per non fare gli incidenti in macchina si può andare a piano. Per le malattie si può usare la chemioterapia, operarsi o fare la dialisi. Per la vecchiaia speriamo che prima o poi ci sia una cura adeguata, delle medicine apposta. Ci vorrà ancora tanto tempo, non si può dire quando, la vecchiaia sarà lieve e più lunga e si farà meno fatica.

Ci sono i morti, bisogna ricordare. Ricordare amici, parenti e compagni. E' più importante, che mi piace e devi stare in silenzio: ci sono i morti. Ricordiamo tanti morti, tanti, tanti, tanti, tanti morti nel cimitero. Bisogna ricordare. E siamo tristi, tristi. Gli altri scappano: hanno paura dei morti. Io ho paura: paura da morire.

Prima o poi viene la morte, non lo so quando, non le so queste cose. La nostra morte è la più importante, perché noi siamo la vera storia del passato. Se siamo nati possiamo anche morire, adesso siamo ancora vivi quindi più avanti, se capita, non so cosa succede. E' la cosa più brutta la morte, non è bello uccidere, non è bello morire. Se tu mi chiedi perché non lo so, è perché è la nostra ora, è questo. Adesso siamo ancora qua e non mi interessa, prima di noi ci sono i nonni e gli anziani. Non sempre si può ridere, magari si piange.

L'anno appena trascorso è stato ricco di soddisfazioni per la redazione di Zeus!: abbiamo realizzato numeri su commissione (una guida alla raccolta differenziata in collaborazione con Valle Camonica Servizi e un'edizione celebrativa dei trenta'anni della Cooperativa Arcobaleno), un ambizioso numero speciale (CRONACA ZEUS!), consolidato collaborazioni con due fotografi con i quali avevamo già avuto il piacere di lavorare in passato (Aghia Sophie e Paolo Tresoldi) e trovato nuovi ed entusiasti collaboratori (Stefano Berardi, Marco Luzi e Jhonny Núñez).

LA TRAMA:
Io guardo “Perdiamoci di vista" perché c'è Arianna e Lucas. Arianna non cammina mai più perché faceva incidente con suo fratello. Arinana è andata a matrimonio con sua sorella, poi andata in ospedale perché diceva tante parolacce, diceva: “Importica!”. Alla fine prima lei incazzata poi facevano pace, hanno dato un bacio e lei dopo ha detto: “Dimmi scusa!”, Lucas ha detto scusa. La sorella è contenta che tra poco fanno operazione. Arianna torna a camminare ed è contenta.

IL COMMENTO:
Piaciuto tanto, fa ridere, lo voglio vedere ancora, solo io, gli altri no.

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